Sett. 48 - La madre nascosta e la fotografa rivelata

Sett. 48 – La madre nascosta e la fotografa rivelata

C’è un libro famoso, uno di quelli che vengono definiti cult, e per via della tenera età della fotografia, potremmo definirlo direttamente la Bibbia teorica dei fotografi. E’ un libricino, nulla di imponente, non è uno di quei testi che non si fanno capire, che solo menti illuminate possono leggere, o perfino necessita di studio. Il messaggio principale è molto basilare, ma quello che fa la differenza è il metodo che usa per arrivare al cuore e la sensibilità di chi lo legge.

E’ un saggio, contiene poche immagini, e quella attorno a cui gira tutto il testo non è presente; quello che più affascina è che la fotografia non mostrata in questione (della madre dell’autore) viene utilizzata come metro di misura per fotografie o serie di fotografie di autori noti.

E’ un testo che ci guida a guardare con attenzione, a valutare perchè una foto ci colpisce piuttosto di un’altra e perchè alcune foto toccano più persone di altre.

Si tratta di una assenza fisica, non potremo mai sapere veramente cosa ha mosso un autore a scrivere un libro su una fotografia che non mostra, ma in qualche modo lo rispettiamo, e ci interroghiamo su cosa possa significare questa assenza.

Ma questa è solo una premessa.

Sono passati degli anni dal momento in cui è stato scritto quel libro, diciamo qualche generazione, e si è presentata una storia simile al testo del libro.

In questo caso però tutto è reale, non si tratta di teoria, è qualcosa che ha già trovato un posto nella storia. Al posto di esserci una fotografia non mostrata, c’è una intera produzione di una persona che in vita non ha voluto essere riconosciuta come fotografa: non c’è il fotografo e neanche le sue fotografie.

Il libro di cui ho parlato all’inizio magari non tutti lo conoscono, l’autore credo di si, la mostra ora in corso a Milano è pubblicizzata parecchio, quindi è possibile che anche i non addetti ne abbiano sentito parlare.

Se è vero che siamo in un mondo sommerso di immagini, che ogni giorno vediamo almeno 25 mila immagini (mi pare fosse questa una stima aggiornata) e che si sta perdendo la capacità di riconoscere qualità in quello che ci circonda, forse questa è una occasione perduta.
Dico questo perchè questa fotografa, che tanti rullini ha prodotto, poche stampe ha realizzato, quasi mai le ha mostrate, e mai si è presentata come fotografa, è oggi consacrata come uno degli esponenti della fotografia del ‘900, almeno della seconda metà.

Magari è stupido fare una riflessione del genere, ma un po’ per rispetto e un po’ per la madre dello scrittore, non era forse meglio sapere chi fosse, ma non vedere nulla?

Chissà, forse è una occasione di sensibilizzazione perduta.

p.s.: non ho nominato nulla, come la madre nel libro, trovate qualcosa nei link sotto.

La fotografa
il testo dell’autore
La mostra a Milano

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