Ti ho trovato, Joel Sternfeld

Ti ho trovato, Joel Sternfeld

E’ da un po’ che non lo facevo, quindi scriverò qualche roba un po’ in libertà.

L’altro giorno mi è capitato di ricordare brevemente questa fotografia durante il corso di fotografia ai ragazzi. Si parlava più o meno di quello che compone le fotografie, e cercavo di far capire che anche la scelta del mezzo, la propria posizione fisica rispetto alla scena, l’altezza dello sguardo ed altre cose arrivano, scusate, devono arrivare, prima di ogni rotellina.

E questa fotografia ricordo essere stata la mia prima lezione di fotografia. Non la prima fotografia a dire il vero, ma il contesto in cui ero, la persona che me ne parlò e cosa mi disse furono per me la prima vera lezione di fotografia, che ricordo sempre con grandissimo piacere.

Dopo averla citata ho voluto provare a ripescarla nel sito del Foam di Amsterdam (non ricordavo assolutamente il nome dell’autore), cercando prima per data e poi per assonanza di linguaggio. Ce l’ho fatta, e dunque prima di tutto ho riscoperto il nome dell’autore, Joel Sternfeld.

Ma questo in fondo non è tanto rilevante, o forse torna rilevante tra non molto.

L’amico era un quasi sconosciuto che ho incontrato una sera nel bar dove lavoravo all’epoca ad Amsterdam, presentandosi come fotografo. Io avevo da poco la mia prima reflex e come tutti all’inizio ero felicissimo di poter incontrare un Fotografo. Gli chiesi un po’ di cose quella sera, mi fece vedere qualche scatto e un paio di progetti. Insomma ci siamo scambiati i numeri di telefono e da lì qualche volta ci siamo ritrovati per bere una birra e giocare a biliardo, o meglio, pool: con lui testavo anche il mio inglese.

Di origine russa, chiaramente ho perso tutte le partite.

Vattelapesca salta fuori che stava preparando una mostra al Foam, e l’avrebbe presentata anche a giornalisti, con tanto di interviste e spiegazioni a curatori e critici. A quella anteprima, anzi, a quell’intervista ci andai sotto suo invito. Fantastico, la guardia mi fece passare solo dopo un cenno da parte del mio amico-fotografo-sconosciuto “he is with me”.

Ah, lui si chiama Pavel Prokopchik (non so se sia corretto, ma tanto vi torna utile solo se andate a cercare il suo sito, e allora vi assisterà Google).

A parte il ricordo di questo momento mi ricordo anche del giro fatto insieme alle altre mostre presenti oltre la sua. In realtà il giro l’abbiamo fatto ognuno per i cavoli suoi, fino a che non ci siamo incontrati nella stanza dove c’è la foto citata. Abbiamo parlato un po’ delle foto in generale, fino a che, davanti alla foto di Sternfeld gli dissi che non ne capivo il senso. Lui mi rispose dicendomi semplicemente (con l’inglese di allora): “imagine him, standing on top of this building, probably with a big format camera, he was waiting maybe since a few hours the arrival of the airplane”.

Illuminante, almeno per me, che da allora quella fotografia non è più anonima per me (non l’autore, purtroppo so di dover fare questa precisazione).

E allora ricercandola, e pensando di scrivere qualcosa al riguardo ho cercato anche il progetto collegato a questa fotografia. Si, nel frattempo (era il 2012) ho maturato anche questa necessità. Il progetto si chiama American Prospects, la prima pubblicazione del 1987. Guardando qualche foto mi sono reso anche conto che in questi anni qualcosa avevo visto di quel progetto, per casualità tra qualche sito verosimilmente.

E oggi ho un po’ più di consapevolezza nella lettura della fotografia, e dalle parole del mio amico mi è venuto da chiedermi ancora: si, ma perchè?

Probabilmente è pura documentazione questo sforzo (il grande formato quindi cavalletto, scelta della posizione, ecc) quindi, di nuovo perchè?

Rivelazione! Sull’ala dell’aereo c’è un numero: 905. Cerco velocemente su Wikipedia e Nasa e scopro che il primo prototipo di questo aereo, un boieng modificato dalla Nasa appositamente per il trasporto degli shuttle, è del 1974. Leggendo qualcosa sul progetto del fotografo si capisce che gli anni coperti sono gli anni ’80. Ma il Moma (questa foto si trova al Moma) recita: The Space Shuttle Columbia Lands at Kelly Lackland Air Force Base, San Antonio, Texas
March 1979.

1979

Tutto torna!

C’è una storia triste in tutto ciò, il sito della Nasa riporta due date, non solo quella delle “nascita”:
Certificate Issue Date 09/17/1974
Expiration Date 05/31/2018

2018

Ho ritrovato una foto, riscoperto, ma soprattutto conosciuto un fotografo.

In tempo, direi.

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